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Alessandra Cappa sull’ultimo Consiglio comunale

Il Consiglio comunale del 3 aprile è stato convocato – come ormai sempre accade per i temi importanti riguardanti la nostra città – dai consiglieri di minoranza per discutere un argomento fondamentale per il futuro e lo sviluppo della nostra amata città.
Il punto ”sensibile” all’ordine del giorno è stato, infatti, quello relativo alla variante alla statale 16, che ha lo scopo di sollevare la zona di Vasto marina dal traffico pesante, soprattutto dei mesi estivi.
Ebbene, come tutti già sapranno, il Consiglio, con voto unanime dei consiglieri, ha espresso un secco diniego alla realizzazione del progetto di variante proposto dall’Anas: un mostro con le sembianze di un cavalcavia.
Sembrerebbe il lieto fine di una brutta storia.
Sembrerebbe, appunto.
E sì perché, circolata la notizia, mentre la città tirava un sospiro di sollievo compiacendosi, giustamente, della responsabilità dimostrata da tutte le forze politiche, unite di fronte alla causa giusta e all’unico mostro, qualcuno pensava che la città non poteva sapere cosa ci fosse stato davvero dietro il “sipario” di questo fiabesco lieto fine.
Questo qualcuno sono io.
Sia ben chiaro, sono felice del risultato ottenuto, è esattamente quello che il gruppo politico al quale appartengo ha sostenuto sin dall’inizio: l’effettivo arretramento del tratto di statale per decongestionare la costa e preservarne bellezza e turismo.
Ciò detto, credo sia giusto dare un’occhiata dietro le quinte.
Da lì, infatti, si può vedere che, quando lo scorso novembre, la notizia del progetto di variante dell’Anas, si abbatteva sulla città come un fulmine a ciel sereno e con le fattezze del mostro, a nessuno, o quasi, è venuto in mente di chiedersi coma mai l’Anas avesse portato avanti un simile progetto (il mostro-cavalcavia) senza che se ne fosse mai sentito parlare prima, senza che una sola voce era circolata in giro per la città.
Da lì si può vedere, ancora, che tra i comuni del territorio (ben 28 su 30), che avevano manifestato una netta contrarietà rispetto ad un progetto di variante che non allontanava il percorso della statale dalla costa, non compariva proprio il sindaco di Vasto.
Da lì si può anche constatare la stranezza delle dichiarazioni del sindaco di una città vicina alla nostra, parimenti interessata alla variante, che, rilasciando una pubblica intervista sullo specifico progetto dell’Anas, dichiarava soddisfazione per il risultato raggiunto insieme al collega vastese.
Dietro le quinte nascono legittimi gli interrogativi (politici).
Come fa, oggi, nonostante tutto, l’amministrazione comunale a rivendicare a sé il risultato ottenuto e il pericolo scampato se, lo scorso novembre, piombata in città la notizia della variante da realizzare con il mostro-cavalcavia, la stessa amministrazione non ha immediatamente assunto una posizione di ferma contrarietà al progetto stesso?
Come fa, oggi, l’amministrazione comunale a rivendicare a sé tale prodigioso risultato se, arrivata la notizia del mostro-cavalcavia, ha aspettato che fossero le opposizioni a sollevare il problema, a interpellare i cittadini, a sensibilizzare gli animi, a organizzare convegni e dibattiti?
Il copione è ormai scritto, la decisione che “sconfigge” il mostro è stata presa, la storia ha il suo lieto fine.
Dietro il sipario vive, però, un’altra verità.

Alessandra Cappa

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