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Comune di Vasto, la maggioranza respinge ai mittenti tutte le accuse

Questa mattina In Municipio si è tenuta una conferenza stampa del sindaco Francesco Menna e diversi rappresentanti della maggioranza per replicare alle accuse mosse ieri da 5 consiglieri della minoranza in merito agli ultimi due consigli comunali e al rinvio della Commissione di Vigilanza. All’incontro hanno preso parte: il vicesindaco Paola Cianci, il presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Forte, gli assessori Luigi Marcello e Lina Marchesani, il capogruppo del Pd Vincenzo Sputore e il Consigliere Comunale Luciano Lapenna.
“Una procedura –ha spiegato il sindaco Menna parlando della contestazione di incompatibilità dell’avvocato Alessandra Cappa – che ha aiutato il Consiglio Comunale e la maggioranza a prendere decisioni importanti. Una procedura sollevata dalle opposizioni e rispetto a questo come sapete è stato chiesto un parere che ha aiutato l’Amministrazione a prendere una decisione serena e chiara. Di fronte alle accuse è evidente che se non si fosse fatto così ci saremmo esposti a cause risarcitorie, ad un proliferare di contenzioso. Avremmo messo in grave difficoltà il Comune. Di fronte ad un opposizione che quando la Regione Abruzzo, l’Anac e l’Avvocatura hanno dichiarato la compatibilità di Angelo Pollutri nello staff ha commentato dicendo che questi pareri sono cartastraccia e loro riporteranno in Consiglio la questione. C’è questa presa di posizione, figuriamoci se non avessimo preso il parere. Consiglieri che ormai strumentalizzano tutto e fanno demagogia su tutto”.
“Ieri- ha continuato il presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Forte: sono stato oggetto di critiche da parte di due dei cinque reduci del centrodestra. E’ stato detto che c’è bisogno di un presidente super partes ed è stato detto che il sottoscritto ha compiuto quattro inadempimenti. A parte il fatto che all’interno dell’Aula Consiliare c’è il segretario generale che è il notaio della situazione e che, con lo Statuto alla mano, collabora con il Presidente nel decidere come procedere nel corso dei lavori. Il voto segreto non era previsto per quel punto all’ordine del giorno e non si poteva fare ricorso al voto segreto. Quello che mi crea qualche difficoltà è che essendo un presidente da ormai 11 anni, ho una certa esperienza sulle spalle, mi vedo costretto molto spesso a non applicare il regolamento del Consiglio Comunale. Tanto che in occasione dell’ultimo Consiglio sono stato richiamato pubblicamente dal capogruppo del Pd Vincenzo Sputore e dal capogruppo di Sì per Vasto Marco Marra che mi invitavano a far rispettare i tempi. Il consigliere Davide D’Alessandro, neo eletto vice presidente del Consiglio Comunale ha chiesto a me e al consigliere Elio Baccalà di fare una riunione dell’ufficio di presidenza. In seguito all’incontro ha rimesso una bozza di mozione con la quale si vuole tendere a ridurre i tempi degli interventi all’interno dell’Aula Consiliare. Dai 20 minuti previsti da regolamento passare a 15 minuti e per le interrogazioni passare da 5 a 3 minuti. Quindi un presidente che consente ad un consigliere della minoranza di parlare per 38 minuti su argomenti futili non so cosa dovrebbe fare di più. Sono il presidente che cerca di fare da paciere e di riportare la calma all’interno dell’aula. Respingo al mittente tutte le accuse . Fino a qualche settimana fa non ero il presidente che aveva come avvocato difensore l’avvocato Guido Giangiacomo? Era stato detto dai banchi della minoranza che l’avvocato Giangiacomo era il difensore de presidente del Consiglio Comunale. Noi non abbiamo mutato il nostro comportamento”.
Forte cita a proposito un vecchio articolo in cui D’Alessandro diceva a Giangiacomo : mai stato tuo alleato. “Andassero a rivedere le loro storie personali –ha aggiunto Forte- e non scaricassero sulla maggioranza tensioni che non ci appartengono. Non devo difendere Alessandra Cappa. Lei sa bene come difendersi e come agire. Non dipende dal voto di Peppino Forte se Alessandra Cappa resta o no consigliere comunale”.
“Anch’io sono stato tirato in ballo. La Commissione di vigilanza –ha spiegato Luciano Lapenna- era stata convocata da parte del presidente Vincenzo Suriani per esaminare tra le altre cose il problema riferito alla incompatibilità dell’avvocatessa Cappa. Ad inizio consiglio ho fatto rilevare, perché mi era pervenuta in quanto vice presidente, una nota del collega Mauro del Piano, la irregolarità nella convocazione della stessa Commissione di Vigilanza . Tale irregolarità mi era stata anche annunciata dal collega Marco Marchesani. A fronte di una violazione nella notifica delle convocazioni la seduta non si poteva assolutamente tenere. Si sarebbe tenuta solo con la presenza di questi interessati che avrebbero in quel modo sanato la omessa notifica della convocazione. Non si capisce quale sgarro alla democrazia noi abbiamo fatto chiedendo il rispetto delle regole. Continuano a parlare di un Consiglio Comunale e di una gestione della cosa pubblica in assenza di democrazia. Noi respingiamo ai mittenti queste accuse. Ormai l’80% degli interventi in Consiglio Comunale vengono fatti dalle opposizioni anche quando non possono farlo. In questo anno si sono richiesti da parte di alcuni consiglieri dell’opposizione migliaia e migliaia di atti alla segreteria del Comune di Vasto. Ho fatto un po’ di conti. Dal 1947 ad oggi e sommiamo tutti gli atti richiesti non si arriva al numero degli atti richiesti in questi ultimi tempi. Ovviamente con grandi spese per l’Amministrazione Comunale, non solo spesa per il costo delle copie, ma soprattutto per la paralisi degli uffici che sono quotidianamente chiamati a dare risposta. Siamo arrivati all’assurdo qualche giorno fa quando sono stati richiesti gli atti dei fascicoli personali di alcuni dipendenti comunali. La guerra all’interno del centrodestra mira a paralizzare l’attività dell’Amministrazione Comunale, è un fatto gravissimo. Si scaricano sul Consiglio Comunale, sulla Commissione Vigilanza e sull’attività di questa Amministrazione i dissapori e le guerre interne al centrodestra vastese. Abbiamo bisogno di altro. Ricordo –ha concluso Lapenna- che la gestione ed il governo dell’ente pubblico è rimesso alla maggioranza. Non possono loro governare Vasto, perché gli elettori vastesi hanno riconsegnato questa città ancora al centrosinistra e hanno un sindaco che ben governa questa città. Non pensassero di governare attraverso l’urlo la città di Vasto”.

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