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La parola al primo cittadino

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Nell’intervista che segue, Francesco Menna, sindaco di Vasto dal 19 giugno scorso, accetta di intavolare con noi una discussione ad ampio raggio, che spazia dall’analisi del voto del 19 giugno al voto dell’imminente referendum, dall’inchiesta giudiziaria in corso all’ordine pubblico, dal Centrodestra al M5S, e non solo.

 

– Innanzitutto, grazie per la disponibilità, sindaco. Detto questo, bando alle ciance. Mi piacerebbe avere una tua analisi del voto dello scorso 19 giugno, quello che ti ha visto vincere il ballottaggio e diventare sindaco.

Quello del 19 giugno è stato un voto che ha premiato il rinnovamento, ha premiato la voglia, la determinazione, l’impegno di un uomo di trentott’anni che ha deciso di candidarsi a sindaco e che ama la sua città, la storia della sua città, i suoi cittadini. Credo sia stato premiato il rinnovamento, sia stata premiata la voglia di rinnovare e quindi di proporre, a cominciare dalla sindacatura, la novità politica, evitando di puntare su figure della politica già note alla città, sicuramente stimabili ma già note.

– Dopo il risultato elettorale che ti ha visto vincitore, si è prodotta, nel Centrodestra, una sorta di ‘contraccolpo’ che ha portato al passo indietro di Desiati e a quello di Tagliente, anche se quello di Desiati è probabilmente più definitivo di quello di Tagliente, il quale ha detto, anche a me direttamente, di essersi ritirato dal consiglio comunale, non dalla politica, mentre Desiati pare volersi ritirare da entrambi. Come vedi questi ritiri, che evoluzione pensi ci sarà nel Centrodestra?

Tagliente e Desiati sono due persone stimabilissime e rispettabili, ciascuno di loro ha dato un contributo alla politica cittadina negli anni, ognuno nel ruolo avuto in dote dall’elettorato. E’da rispettare anche la loro decisione di dimettersi dal consiglio comunale per dedicarsi ad altro, o per dedicarsi alla vita politica non attraverso la rappresentanza istituzionale ma attraverso movimenti o partiti.

– Quando sono stati eletti il presidente e i vice presidenti del consiglio comunale, è stata eletta vice presidente Ludovica Cieri, con 6 voti vostri, se si può dire…

Con un’ampia maggioranza.

– E c’è stata della polemica: diversi esponenti del Centrodestra si sono detti certi di un qualche accordo tra voi e il M5S, la Cieri ha smentito questa ipotesi anche in un’intervista rilasciata a me dicendo “assolutamente no!”, e ha anche detto che, visto lo scambio di bordate costanti tra voi (Centrosinistra) e loro (Centrodestra) soprattutto in vista del ballottaggio era ovvio, dal punto di vista vostro, preferire un esponente del M5S piuttosto che del Centrodestra come vice presidente. Allora, vi siete limitati a votare, diciamo così, per il minore dei mali o pensate di utilizzare il M5S come “secondo forno”, per usare la metafora di Andreotti?

Il presidente e i vice presidenti del consiglio comunale sono eletti dai consiglieri comunali, i quali hanno scelto tra una rosa di nomi. Non si sono fatte riunioni preliminari per individuare e capire chi fosse migliore e in cosa. Probabilmente hanno riconosciuto al candidato sindaco del M5S la capacità di ricoprire meglio quel ruolo.

– Non c’è stato, quindi, da parte dei vostri, un tentativo di accordo, per portare il M5S dalla vostra parte e dividere l’opposizione…

No, assolutamente.
– Passiamo adesso all’inchiesta sulle manifestazioni estive del 2013. In caso di rinvio a giudizio, per qualcuno dei membri dell’amministrazione Lapenna coinvolti che oggi siedono o nella tua giunta (Lina Marchesani, per capirci) o nel consiglio comunale (Luciano Lapenna, Vincenzo Sputore, Nicola Tiberio) tu hai detto “io adotterò gli opportuni provvedimenti politici, anche alla luce di quello che prevede il codice etico del Pd, per cui indubbiamente adotterò dei provvedimenti politici”. Hai anche aggiunto: “mi muovo nel pieno senso della legalità e della trasparenza”. Quali potrebbero essere i provvedimenti politici di cui sopra?

Se ci dovesse essere un rinvio a giudizio io mi rifarò al codice etico del Pd e adotterò i provvedimenti dovuti in simili casi: sicuramente avocherò a me stesso le deleghe dell’assessore Marchesani e valuterò la possibilità di rinnovare la giunta. Per quel che concerne i consiglieri, fermo restando che stiamo parlando di un rinvio a giudizio e non di una sentenza di colpevolezza, si avvierà una discussione in merito.

– Rimanendo all’inchiesta e al “rischio rinvio a giudizio”. Supponiamo che questo avvenga, e fermo restando che tu sei del tutto estraneo alla faccenda “incriminata”, che riguarda l’amministrazione precedente, e non la tua, ci potrebbero essere delle ripercussioni sulla tua amministrazione e sullo svolgimento del tuo mandato, visto che potrebbero essere colpiti un tuo assessore e tre consiglieri di maggioranza?

No, io ritengo di no. Ritengo di no intanto perché c’è una maggioranza solida, compatta, decisa nell’affrontare i problemi e nel risolverli. C’è un partito importante alle spalle, ci sono tante persone, i consiglieri, che stanno svolgendo egregiamente questo compito. Per cui io non vedo ricadute politiche sulla compattezza della maggioranza. Oltretutto la magistratura svolge il suo compito e il suo ruolo. Per cui ho la massima fiducia, una gigantesca fiducia nella magistratura e in quello che dirà, e rispetto a quello che dirà io di conseguenza mi adopererò, nel pieno rispetto della legalità e della trasparenza.

– Quindi, come hai detto prima, puta caso ci dovesse essere un rinvio a giudizio, tutt’al più ci potrebbe essere un rimpasto e tu avocheresti a te le deleghe dell’assessore Marchesani.

Nel caso di rinvio a giudizio io farò sicuramente delle valutazioni importanti. Importanti sia nell’ambito di giunta che nell’ambito del consiglio. Questo sì. Farò delle considerazioni importanti rispetto al codice etico del Pd, farò delle considerazioni importanti rispetto a quella che sarà l’azione amministrativa, però ad oggi non posso prevedere nulla e non sono nella condizione di prendere decisioni. Sicuramente riprenderei le deleghe. Ho la massima fiducia nella magistratura, massima fiducia e rispetto delle persone coinvolte, della cui onestà sono convinto, così come sono pienamente fiducioso nel lavoro della magistratura e spero anche sia celere, in modo che si faccia chiarezza sulla vicenda in tempi brevi… io sono stato eletto per risolvere i problemi della città… rispetto a questo io mi devo adoperare e mi devo far giudicare. Rispetto a questa questione, riguardante una giunta del 2013, ripeto: rispetto a quello che dirà la magistratura io di conseguenza mi adopererò. Penso che diversamente non sia giusto fare.

– Abbiamo parlato di un voto passato, ora parliamo di un voto futuro: a ottobre (o a novembre) ci sarà un referendum costituzionale (sulla cosiddetta “Riforma Boschi”). La tua posizione qual è?

Io voterò “sì”, e farò campagna elettorale per il “sì”.

– Convinto?

Sì.

– Si tratta di “disciplina di partito” o tu ritieni che questa riforma vada portata avanti?

Al di là di quello che il mio partito ha impostato come riforma, condivido gran parte di questa riforma costituzionale.

– La condividi nel merito, quindi.

Condivido nel merito gran parte della riforma e sono convinto che possa dare risposte ad importanti istanze politiche e amministrative, in termini anche di celerità dell’azione politica per cui voterò “sì” e farò la campagna elettorale referendaria per il “sì”.

 

– Nei mesi scorsi, anche in campagna elettorale, si è molto parlato dell’ordine pubblico a Vasto. Ricordiamo anche le polemiche sull’impianto di videosorveglianza, che non è stato fatto subito anche a causa di resistenze ideologiche nella maggioranza di allora… c’è stata l’accusa, contro il Centrosinistra, di non aver fatto abbastanza, di aver sottovalutato la situazione. Vorrei sapere se, secondo te, Vasto rischia una deriva criminale e, nello specifico, cosa intendi fare per evitarlo.

Vasto non rischia nessuna deriva criminale. Questo perché c’è una presenza di forze dell’ordine importante. Vasto ha sempre avuto la fortuna di avere grandi procuratori e grandi sostituti procuratori, che hanno compiuto un’opera eccellente. Non ultimo, il procuratore che dirige la procura di Vasto, un procuratore famoso a livello nazionale, così come il precedente procuratore e quello di prima ancora. La sicurezza si regge su alcuni pilastri: la videosorveglianza, il cui impianto è stato fatto e deve essere implementato, sulla presenza della procura e del tribunale, quindi delle forze di polizia, delle forze dei carabinieri, delle forze dell’ordine in generale, sui tavoli di sicurezza, i patti di sicurezza con la prefettura e con la questura.

– “Tavolo di sicurezza”, che vuol dire?

Sono dei tavoli che vengono fatti con scadenza semestrale o annuale, tra i sindaci del territorio, la prefettura e la questura, in cui si fa il punto, il resoconto della situazione delle città o del territorio. In base a quello si prendono dei provvedimenti, si prendono delle iniziative. Vasto non ha un problema di deriva delinquenziale. Sicuramente vanno adottate tutte le misure che ci sono per continuare a garantire la presenza del tribunale, della procura, e questa grande collaborazione con le forze dell’ordine.

– Quindi tu non vedi una deriva, diciamo così, pericolosa…

No, assolutamente. Vasto è una città di 40000 abitanti che ha una situazione non allarmante, a differenza di tante altre città. Questo non deve comunque far abbassare la guardia, e siamo tutti coinvolti nel monitorare il territorio. Tutti gli attori che ti ho detto prima. Siamo tutti coinvolti e siamo tutti partecipi del garantire la sicurezza. Da sindaco agirò implementando la videosorveglianza, facendo la battaglia per garantire il tribunale e la procura, continuando un grande rapporto con la prefettura e con le forze dell’ordine e irrobustendo il corpo della polizia Municipale.

– Prevedi altre assunzioni nella Polizia Municipale?

Andrebbe fatto un concorso. C’è carenza di organico. Andrebbe fatto.

 

– Una domanda personale. Io ho notato, perché ormai sono diverse volte che ti sento parlare in pubblico, i riferimenti costanti alla religione che tu fai. La religiosità che tu mostri fa parte da sempre della tua cultura o c’è stato un episodio scatenante?

Fin da quando ero piccolo, piccolissimo, ho avuto questo attaccamento per la religione e questa grande fede, dovuti alle mie frequentazioni, al fatto che ho avuto due nonne molto cattoliche e molto praticanti, alcune zie molto cattoliche e molto praticanti, un padre che mi invogliava sempre ad andare ai salesiani e a frequentare i salesiani e una madre che faceva lo stesso, per cui, diciamo, ho vissuto questi ambienti da sempre. E sono, questi ambienti, quelli che mi hanno dato un’etica, dei principi e dei valori. E nel rispetto di questi io mi sono formato. Quindi, se a volte mi scappano dei riferimenti di tipo religioso, è perché fanno parte della mia quotidianità. Dall’età di 8, 9 anni, ho sempre frequentato i salesiani e ho fatto parte delle polisportive giovanili salesiane. Prima del calcio, poi dell’atletica, poi dell’atletica podistica, poi della camminata. Ho fatto i campi salesiani, i campi estivi, l’ “estate ragazzi”, le sagre, insomma tutta la vita salesiana.

– Possiamo dire che la tua azione politica si informa anche ai principi del cristianesimo?

Sì, mi ispiro, nella mia attività, ai princìpi cristiani, sapendo che il nostro comunque è uno stato laico e che la pubblica amministrazione è una pubblica amministrazione laica. Rispetto naturalmente le posizioni di chicchessia e delle altre religioni che, come dico sempre, se sono informate all’amicizia, alla pace, all’amore e allo spirito di cooperazione sono degne di essere vissute e rispettate.

(N.B. L’intervista ci è stata rilasciata poco prima del 24 agosto, solo per questo non viene fatta menzione del terremoto che ha colpito la zona di Amatrice e dell’aiuto che i nostri concittadini stanno offrendo ai terremotati)

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2 commenti

  1. alberto del buono

    La condivisione dei sindaci-solo per ragioni di obbedienza partitica (non può essere altrimenti visto che questa riforma costituisce l’inizio di una dimunuzione delle autonomie locali) – è il segno del degrado della classe politica locale e della rinuncia a rappresentare realmente le proprie popolazioni. Non c’è che da prenderne atto e cassare definitivamente il PD dal novero delle istanze politiche democratiche.

  2. Da per tutto il PD è coinvolto in un certo malaffare le cronache testimoniano il mio pensiero. Il si alla riforma costituzionale non farà altro che togliere sovranità al popolo, un popolo che se si dovesse svegliare farebbe sparire dalla faccia della terra il PD, e loro lo sanno ecco perché raccontano bugie sull’importanza del SI. Un popolo informato è un popolo libro. Gianfranco cinque

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