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La concretezza innanzitutto

Le elezioni regionali e quelle europee che si svolgeranno l’anno prossimo saranno una cartina di tornasole del consenso goduto dall’attuale governo italiano e dalla maggioranza parlamentare che lo sostiene. Oltre che per il rinnovo del Parlamento Europeo, infatti, si voterà per eleggere i nuovi presidenti (e i nuovi consiglieri) delle regioni Abruzzo, Basilicata, Piemonte, Sardegna e Umbria. Un bel banco di prova, per l’esecutivo Meloni, che sarà giudicato in base all’operato svolto e alle aspettative relative a quello futuro. Fermo restando che alle prossime tornate elettorali mancano ancora diversi mesi, è possibile però azzardare già adesso un giudizio.

L’attuale premier ha dimostrato, da subito, un certo dinamismo nei più disparati ambiti. Dinamismo che si sta concretizzando in primis nel Piano Mattei, strumento finalizzato a rilanciare, attraverso una cooperazione paritaria e non predatoria, la posizione dell’Italia nel Mediterraneo e nei rapporti con l’Africa, posizione che, negli ultimi anni, si era andata gradualmente indebolendo. Ma il decisionismo dell’attuale premier si vede anche nell’affrontare una serie di tematiche capaci di impattare in maniera diretta sulla vita di tutti i giorni, come l’immigrazione clandestina e l’ordine pubblico. Per quel che concerne la prima, l’attuale governo sta cercando l’appoggio delle nazioni del cosiddetto estero vicino (recente è l’accordo con l’Albania) per contrastare il fenomeno. Per quel che concerne il secondo, recentissima è l’approvazione, da parte del governo, dei disegni di legge in materia di ordine pubblico tesi a contrastare tutta una serie di fenomeni criminali divenuti, negli ultimi anni, decisamente allarmanti. L’azione della premier e del suo esecutivo si caratterizza indubbiamente per la sua concretezza, concretezza con cui si sta cercando di affrontare una serie di problematiche alcune delle quali hanno raggiunto un livello allarmante, anche a causa dell’inerzia, dovuta a motivazioni di carattere ideologico, che spesso ha caratterizzato l’azione di forze politiche al governo prima dell’odierna maggioranza. L’attuale esecutivo, quindi, sta improntando la sua azione sul pragmatismo nell’affrontare i problemi concreti. Passando dal piano nazionale a quello locale, anzi regionale, l’attuale amministrazione di centrodestra al timone della Regione Abruzzo dal 2019 ha ugualmente incentrato la propria azione su di un’ evidente concretezza, finalizzata ad affrontare i problemi del territorio. Di qui tutta una serie di provvedimenti emanati nell’arco di quasi un quinquennio. Con risultati rivendicati orgogliosamente dagli esponenti del Centrodestra abruzzese, a partire dal presidente Marsilio e dal sottosegretario D’Eramo. In due incontri coi cittadini organizzati dalla consigliera regionale leghista Sabrina Bocchino svoltisi, il primo a Vasto lo scorso 28 ottobre e che ha visto la presenza di entrambi, e il secondo a Lanciano il 18 novembre scorso, che ha visto l’intervento di D’Eramo, i due uomini politici hanno difeso l’azione di governo dell’amministrazione Marsilio. Il presidente, sottolineando le difficoltà nel portare avanti un’azione di governo in piena pandemia e in contrasto alla stessa, ha difeso l’operato della sua giunta e i provvedimenti presi a favore del territorio tra cui, particolarmente rilevante per noi vastesi, la promozione dello scalo marittimo vastese a porto di rilevanza nazionale e lo sblocco dei fondi per la realizzazione dell’ultimo miglio. Luigi D’Eramo, sottosegretario del Governo Meloni e coordinatore regionale della Lega, davanti ai tanti cittadini presenti presso la Casa di Conversazione di Lanciano, ha rivendicato per il Centrodestra il merito di aver evitato la chiusura degli ospedali minori e di aver impegnato la totalità dei fondi europei disponibili (“non abbiamo rimandato indietro neanche un euro”). Sia Marsilio che D’Eramo hanno lodato la politica e l’operato della Bocchino, definita dal sottosegretario “uno dei volti belli della politica di questa Regione”. “Sono contento – ha puntualizzato D’Eramo rivolto alla consigliera – che ancora una volta metti a disposizione la tua persona, la tua esperienza, la tua professionalità, la tua bontà, il tuo equilibrio per un territorio, quello della provincia di Chieti, che ami”. La consigliera del Carroccio, davanti agli intervenuti, ha orgogliosamente difeso la sua storia politica e le sue radici di destra (“Io da 38 anni sto dalla stessa parte”). “Io faccio la politica per il mio territorio, per le persone che mi vogliono bene, per le persone che mi votano e mi danno fiducia ogni volta da tanti anni, quindi non posso deluderle” ha anche dichiarato lo scorso 18 novembre a Lanciano. La donna politica, che ha ormai ufficializzato la sua ricandidatura al Consiglio regionale, ha difeso, davanti all’opinione pubblica del territorio, il suo operato per il cui proseguimento ha chiesto la fiducia dei cittadini. Un operato ampio, concretizzatosi nel contributo a decine di provvedimenti presi dalla Regione Abruzzo, di carattere sia emergenziale (“sono stata la prima firmataria della legge che destinava soldi alle partite IVA per l’Emergenza Covid”) che ordinario. Un operato che, dipanandosi nell’arco di 55 mesi di impegno, improntato alla risposta ai problemi concreti del territorio, permette alla consigliera Sabrina Bocchino di presentarsi a testa altra al cospetto degli elettori.

Marco Sfarra

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