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Caccia al lupo

Sembra ormai conclusa la vicenda del lupo che ha fatto parlare di sé nell’estate appena trascorsa. Dopo varie peripezie su cui cercheremo ora di aprire una breve riflessione, l’animale, un lupo femmina adulto ritenuto con buona probabilità responsabile delle aggressioni verificatesi negli scorsi mesi tra Vasto e San Salvo, è stato catturato dagli esperti del Parco della Majella e portato in un’area faunistica.  Vicenda , sotto diversi aspetti, inquietante e grottesca insieme. Di inquietante c’è il comportamento, ritenuto anomalo, dell’animale in questione. Stando agli esperti, infatti, il lupo, normalmente, evita la vicinanza e il contatto con l’uomo, mantenendosi a debita distanza. In questo caso, invece, ci siamo trovati di fronte ad  una lupa che, anziché muoversi in branco, come fanno normalmente i suoi simili, e a debita distanza da noi, ha agito come una predatrice solitaria, dando luogo a diverse aggressioni, culminate sempre in ferimenti, tra Vasto e San Salvo. Si tratta, come è stato sottolineato da più parti, di una eccezione che conferma la regola, ma, nondimeno, anche di un campanello di allarme su di un fenomeno ormai diffuso: l’inurbamento di diverse specie di animali selvatici che, stando a contatto con habitat sempre più antropizzati, tendono a diventare confidenti, ovvero a perdere la naturale ritrosia nei confronti del contatto con l’uomo, e questo, anche grazie all’aumento delle popolazioni di alcune specie animali, dovuto al successo delle politiche di protezione delle stesse, può portare a problemi di coesistenza anche abbastanza seri. Per quel che concerne i lupi, significativa è la decisione della Commissione Europea di rivedere lo status di protezione del lupo. Emblematica è la dichiarazione, a riguardo, di Ursula von der Leyen, secondo la quale “La concentrazione di branchi di lupi in alcune regioni europee” è da considerarsi “un pericolo reale per il bestiame” e “potrebbe diventarlo anche per gli esseri umani”. Problematica è anche la convivenza tra la nostra specie e i cinghiali. Gli ungulati, infatti, sono divenuti una presenza costante in molte città italiane, Vasto compresa. Una presenza che, talvolta, può diventare pericolosa per gli automobilisti, che rischiano di trovarseli sulla strada, come testimonia una ormai ampia casistica nazionale di incidenti stradali provocati dalla presenza di questi animali, ma anche per i cittadini in generale, per i quali un incontro con uno o più cinghiali può a volte risultare pericoloso. Senza considerare gli agricoltori, le cui colture vengono spesso prese di mira da interi branchi di ungulati che fanno man bassa di ciò che trovano. Problematica si sta rivelando, a dire il vero, anche la convivenza tra la nostra specie e gli orsi. Nonostante la casistica attesti che le probabilità di essere aggrediti da un orso siano decisamente poche, va notato che negli ultimi anni le aggressioni da parte degli orsi sono aumentate. Volendo focalizzare la nostra attenzione su Vasto, la nostra città vede ormai una presenza stabile dei cinghiali (col corollario di incidenti stradali e aggressioni di cui si è scritto poc’anzi) e, stando a diversi avvistamenti e alla vicenda da cui trae spunto il presente articolo, hanno cominciato a fare capolino anche i lupi. A proposito: come scritto a inizio articolo, pare che la vicenda del lupo responsabile delle aggressioni degli ultimi mesi nella nostra città sia finita (ma la mappatura genetica destinata a dimostrare inequivocabilmente la colpevolezza o meno dell’esemplare di lupo catturato non risulta, al momento attuale, ancora eseguita) ma la stessa ha assunto, nel corso dell’estate, dei contorni grotteschi. In breve: in una mattinata di fine agosto, un lupo (che potrebbe essere il ricercato) viene sorpreso all’interno di un’area privata tra Vasto e San Salvo. In seguito alla segnalazione del titolare alle forze dell’ordine, viene allertata la Protezione Civile che manda i suoi uomini muniti di reti. Avvisato dell’accaduto l’Ente Parco della Majella diffida il Comune di Vasto dal dare seguito all’operazione di cattura rivendicando la competenza in materia ed esortando ad attendere i propri uomini. Nel frattempo il sospettato fa perdere le sue tracce. Di qui l’ira del sindaco Menna che, dopo aver definito la vicenda “una cosa inaccettabile e inconcepibile” rivendicando per i sindaci “il dovere di difendere i propri concittadini e tutti coloro che si trovano sul territorio” ha criticato la normativa nazionale accusandola di legare le mani ai sindaci. Tutto è bene quel che finisce bene, dice un noto proverbio. La lupa delle aggressioni è stata (così pare) finalmente catturata, ma alcune considerazioni sono d’obbligo. Il fatto che l’estate vastese sia stata costellata di reiterate aggressioni con relativi ferimenti dimostra una forte difficoltà che potremmo definire sistemica da parte delle istituzioni nell’affrontare questo genere di situazioni. A scanso di equivoci: se la normativa in materia prevede che debba essere l’Ente Parco della Majella e non il Comune di Vasto a occuparsi della cattura di animali come quello responsabile delle aggressioni estive non si può rinfacciare né all’uno né all’altro di aver rispettato le regole, ma è evidente che il sistema, grazie a normative e procedure probabilmente non più all’altezza dei tempi, fatica ad affrontare situazioni di questo genere.  

Marco Sfarra

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