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Confindustria Chieti Pescara e l’area Industriale di Punta Penna a Vasto: “Le industrie sono una risorsa e non una minaccia”

Da troppo tempo e da più parti si levano voci insistenti di richiesta di deindustrializzazione dell’area di Punta Penna; prendendo spunto di volta in volta da una specifica iniziativa produttiva, forze sociali di dubbia rappresentatività non mancano di rovesciare violenti attacchi alle imprese insediate o che stanno pianificando importanti investimenti, che garantiscono al territorio sviluppo, posti di lavoro, fiscalità locale.
Voci che vengono raccolte e spesso improvvidamente amplificate anche da esponenti politici ed amministrativi locali, che, pensando di raccogliere facili consensi, causano danni enormi all’economia del loro stesso territorio che vorrebbero difendere.
Rammentiamo, ove ce ne fosse bisogno, che lo sviluppo industriale dell’area vastese risale a molti decenni orsono, e che esso si è sempre svolto in totale compatibilità con le pur importantissime caratteristiche ambientali e storiche ivi presenti e riconosciute unanimemente di grandissimo pregio.
Tale sviluppo sostenibile è stato ed è tuttora possibile grazie a diversi fattori:
– la serietà delle aziende che si impegnano anche oltre le imposizioni normative ad adottare politiche produttive ecocompatibili;
– il sistema delle regole e dei controlli, quanto mai severo nel nostro paese anche grazie alle giuste sensibilità ambientaliste delle popolazioni;
– la presenza del Consorzio industriale prima e quindi dell’ARAP che per il suo ruolo è in grado di fornire strumenti e servizi utili al corretto presidio del territorio;
– la disponibilità dell’infrastruttura portuale che ne è a servizio ma che ne deriva altresì la sua ragione d’essere, tanto riconosciuta da essere occasione della prossima creazione della Z.E.S. e di importanti investimenti infrastrutturali e logistici.
Tutto questo non avrebbe alcun senso se si vuole spingere le aziende locali a delocalizzarsi e quelle nuove a non insediarsi proprio!
La nostra Associazione ha per vocazione, naturalmente, la difesa degli interessi delle aziende nel rispetto delle regole e della salvaguardia degli investimenti: tutto ciò si lega sempre all’imprescindibile principio della tutela dell’ambiente e della salute di cittadini, lavoratori e degli stessi imprenditori, nonché ai principi dello stato di diritto, in cui chi sta nelle regole deve poter esercitare liberamente le sue attività di impresa.
Quando questi principi sono salvaguardati, grazie ad una adeguata capacità progettuale, al severo controllo sui cicli produttivi, al pieno rispetto delle norme di sicurezza e ambientali, l’impresa deve poter svolgere serenamente il proprio ruolo riconosciuto di piena dignità dalla nostra Costituzione.
Pertanto non si possono più accettare gratuite affermazioni criminalizzanti da parte di chicchessia, contro cui reagiremo con fermezza e decisione.
Nessuno chiede o sostiene gli interessi dell’industria a prescindere: si chiede solo il ripristino della legalità! Il sistema imprenditoriale non deve essere considerato una minaccia ma una risorsa che assicura ricchezza e lavoro.
Il futuro dell’industria del comprensorio, della Provincia ed il futuro del Porto di Vasto sono indissolubilmente legati, pena una reciproca marginalizzazione.
Si ribadisce, con forza ed in modo univoco, il sostegno ad uno sviluppo integrato del territorio che possa contemperare le esigenze di salvaguardia ambientale e di sviluppo turistico insieme alle attività economiche e produttive che costituiscono una quota importantissima del PIL provinciale.
Tutti questi interessi vanno tenuti insieme e nel debito conto e sostenuti nelle sedi istituzionali, locali e regionali, affinché siano salvaguardate le ragioni delle tante imprese che sinora hanno dato al territorio lavoro e ricchezza e di quelle che si apprestano a farlo.
Se dunque il clima anti-impresa dovesse continuare, verrà pressoché riconsiderata da parte di codesta Associazione il sostegno alle politiche messe in campo, ad esempio per la creazione della ZES che ricomprenda Vasto, che a questo punto non avrebbe alcuna ragione economica di esistere, e per la realizzazione degli investimenti ivi previsti dal Masterplan.

Il Presidente Gennaro Zecca

 

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