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Definiti e approvati i confini dell’area contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM). Le richieste degli ambientalisti

 

Riceviamo e pubblichiamo:

La Regione Abruzzo con Deliberazione n. 480 del 5/7/2018 ha definito e approvato i confini dell’area contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM). Il perimetro dell’area contigua segue quasi completamente l’attuale Zona di Protezione Esterna (ZPE) del Parco, con qualche piccolo aggiustamento per migliorarne la riconoscibilità “in campo” e l’ampliamento, definito negli anni, in particolare nei comuni di Anversa degli Abruzzi e Villalago. Si arriva all’istituzione dopo una lunga attesa, durata ben 27 anni, nei quali il Parco a più riprese ha deliberato la definizione e l’ampliamento dei confini e discusso intese con la Regione Abruzzo, che finalmente, grazie anche all’azione dell’attuale assessore ai Parchi, ha definito l’istituzione.
L’art. 32 della legge n. 394 del 1991, “Legge quadro sulle aree protette”, stabilisce che siano le Regioni, d’intesa con l’organo di gestione dell’area protetta, a stabilire i confini dell’area contigua e che in questo territorio siano sempre le Regioni, in accordo con gli organismi di gestione dei Parchi e con gli enti locali interessati, a stabilire piani e programmi ed eventuali misure di disciplina della caccia, della pesca, delle attività estrattive e per la tutela dell’ambiente.
L’approvazione raccoglie finalmente anche le indicazioni del PATOM (Piano di Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano), che ha da sempre ritenuto prioritaria l’istituzione dell’area contigua al fine di trovare modalità di intervento sul territorio, soprattutto in ambito venatorio, meno impattanti e più idonee alla tutela di una specie così importante.
Le associazioni Altura Abruzzo, CAI Abruzzo, Dalla parte dell’Orso, Lipu Abruzzo, Montagna grande, Mountain Wilderness, ProNatura Abruzzo, Salviamo l’Orso, Touring Club Italiano e WWF
hanno partecipato a questo processo, sollecitando più volte gli Enti a concludere l’iter di definizione dell’area contigua, richiedendo incontri, ponendo il problema in workshop e convegni e con comunicati stampa e sono quindi oggi ovviamente soddisfatte. Occorre tuttavia un ulteriore sforzo perché l’area contigua possa essere uno strumento concreto per limitare l’impatto che soprattutto l’attività venatoria ha sulle specie protette e in particolare sull’Orso bruno marsicano, il cui obiettivo di conservazione è prioritario.
Non si può non ricordare che il PNALM ha un’estensione piuttosto limitata, anche in confronto agli altri parchi nazionali presenti nella nostra Regione, ed è per questo fondamentale poter contare su una fascia di protezione che da un lato garantisca maggiore tranquillità alle specie in spostamento, e dall’altro consenta di connettere tra di loro le aree protette.
All’istituzione dell’area contigua si accompagna la recente richiesta del Presidente del PNALM presentata alla Regione Abruzzo, all’AdG del Patom, al Ministero dell’Ambiente e all’ISPRA, di ridurre per la prossima stagione di caccia il carico venatorio portandolo da 1 a 35 a 1 a 40 (1 cacciatore ogni 40 ettari di superficie aperta alla caccia), uniformandolo a quello delle regioni limitrofe. La richiesta del Parco, non può che essere appoggiata e sostenuta; con l’approvazione della perimetrazione dell’area contigua è fondamentale strutturare gli interventi in modo che l’obiettivo di una riduzione del disturbo venatorio venga effettivamente raggiunto, come auspicato sia dalla richiesta del PNALM sia dalla perimetrazione dell’area contigua, senza ripetere la passata situazione paradossale per cui con l’estensione della ZPE al Comune di Scanno, il numero dei cacciatori in un certo ambito andò addirittura ad aumentare.
All’obiettivo di riduzione del carico venatorio nella ZPE prima e nell’area contigua oggi, va aggiunta la richiesta che in tale area vengano finalmente del tutto vietate, nel calendario venatorio, tecniche di caccia invasive e impattanti come braccata, e la cosiddetta mini-braccata, e ci si rivolga verso azioni venatorie più compatibili, meno impattanti e più in linea con quanto stabiliscono tutti i documenti redatti per la tutela dell’Orso bruno marsicano.

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